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	<title>Simposio-ICT, Autore presso Simposio-ICT</title>
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	<title>Simposio-ICT, Autore presso Simposio-ICT</title>
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	<item>
		<title>Mercato ICT 2024-2025 +7%: trend e sfide secondo Assintel Report</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/mercato-ict-2024-2025-7-trend-e-sfide-secondo-assintel-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 10:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sviluppo commerciale ICT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;ASSINTEL REPORT 2024 il settore ICT continua a mostrare una crescita costante, superando quella del PIL. L&#8217;innovazione digitale e l&#8217;automazione sono diventate elementi essenziali per la competitività aziendale, riflettendosi in budget ICT in aumento anche in periodi di incertezza economica. Nel 2024, si prevede una crescita complessiva del mercato ICT del +7%, con un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;<a href="https://assintelreport.assintel.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ASSINTEL REPORT 2024 </strong></a>il settore <strong>ICT</strong> continua a mostrare una crescita costante, superando quella del PIL. L&#8217;<strong>innovazione digitale</strong> e l&#8217;<strong>automazione</strong> sono diventate elementi essenziali per la competitività aziendale, riflettendosi in budget ICT in aumento anche in periodi di incertezza economica. Nel <strong>2024</strong>, si prevede una crescita complessiva del mercato ICT del <strong>+7%</strong>, con un incremento stimato al <strong>+5,5%</strong> nel <strong>2025</strong>.</p>
<h3>Le prospettive del mercato ICT in Italia</h3>
<p>Il report evidenzia previsioni positive per l&#8217;Italia, con una crescita del <strong>+4,1%</strong> per un valore di mercato di <strong>42.427 milioni di euro</strong> e un incremento stimato al <strong>+4,6%</strong> nel <strong>2025</strong>. Tra i comparti principali, i <strong>servizi IT</strong> mostrano la crescita più elevata (+8,6%), mentre il settore del <strong>software</strong> rallenta leggermente con un +4,6%. L&#8217;<strong>hardware</strong> continua a rallentare, ma la decrescita si è fermata rispetto agli anni precedenti.</p>
<h3>Cosa richiedono le organizzazioni</h3>
<p>Secondo i dati Assintel le imprese sono guidate da molteplici esigenze per innovare e sviluppare il business. Tra le priorità emergono la necessità di migliorare la <strong>comunicazione e il marketing</strong> (30%), seguite da iniziative per la <strong>sostenibilità</strong> (17%) e l&#8217;<strong>ottimizzazione dei processi produttivi</strong> (16%). In questo contesto, <strong>Simposio ICT</strong> si posiziona come un partner strategico, supportando le aziende nella creazione di <strong>strategie di vendita ICT</strong>, <a href="https://www.simposio-ict.info/5-modi-per-generare-lead-ict-in-modo-efficace/">attività di <strong>lead generation ICT</strong></a> e nella <strong>gestione delle demo ICT</strong>.</p>
<p><strong>Simposio ICT</strong> offre un approccio personalizzato per sviluppare piani operativi che rispondano alle richieste del mercato, come la <strong>personalizzazione dei servizi</strong>, l&#8217;<strong>integrazione dei sistemi</strong> e l&#8217;<strong>automazione dei processi</strong>.</p>
<h3>Tecnologie emergenti e innovazione</h3>
<p>L&#8217;<strong>ASSINTEL REPORT 2024</strong> sottolinea che, sebbene tecnologie come l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> e l&#8217;<strong>IoT</strong> siano ancora in fase di sperimentazione per molte imprese, le <strong>PMI ICT</strong> si dimostrano spesso <strong>early adopters</strong>, capaci di incorporare rapidamente le innovazioni e proporle ai clienti. <a href="https://www.simposio-ict.info/"><strong>Simposio ICT</strong></a> supporta le aziende nell&#8217;adozione di nuove tecnologie, aiutandole a identificare i casi d&#8217;uso più pertinenti e a integrare soluzioni innovative nei loro modelli di business.</p>
<h3>Sfide e opportunità per il settore ICT</h3>
<p>Le principali sfide citate nel rapporto includono il <strong>controllo dei costi</strong>, la <strong>competizione intensa</strong> e l&#8217;<strong>accesso limitato ai finanziamenti</strong>. La <strong>mancanza di competenze adeguate</strong> e una limitata propensione culturale al cambiamento rimangono ostacoli significativi. Con la sua esperienza, <strong>Simposio ICT</strong> aiuta le aziende a superare queste difficoltà, proponendo <strong>strategie di vendita ICT</strong> efficaci e soluzioni su misura per ottimizzare i processi aziendali e migliorare i risultati.</p>
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		<title>5 modi per generare lead ICT in modo efficace</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/5-modi-per-generare-lead-ict-in-modo-efficace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sviluppo commerciale ICT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.simposio-ict.info/5-modi-per-generare-lead-ict-in-modo-efficace/">5 modi per generare lead ICT in modo efficace</a> proviene da <a href="https://www.simposio-ict.info">Simposio-ICT</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner">Generare lead di qualità nel settore ICT può essere complesso, ma con le giuste strategie puoi ottimizzare ogni fase del processo e convertire più contatti in clienti. In questo articolo vedremo 5 metodi efficaci per generare lead, sfruttando strumenti digitali e strategie mirate.</p>
<h3>1. Utilizza le newsletter personalizzate per la generazione di lead nel settore ICT</h3>
<p>Le <strong>newsletter personalizzate</strong> sono un potente strumento per raggiungere decision makers nel settore ICT. Creare contenuti pertinenti per un pubblico target specifico, come white paper e casi studio, può aiutarti a <strong>generare lead qualificati</strong>. Segmenta il tuo pubblico in base al ruolo e al settore, e invia <strong>call to action chiare</strong> per invitarli a richiedere demo o appuntamenti.</p>
<h3>2. Social media marketing per aumentare i contatti ICT</h3>
<p>I <strong>social media</strong>, in particolare <strong>LinkedIn</strong>, sono cruciali per <strong>la lead generation ICT</strong>. Crea campagne pubblicitarie mirate, partecipa a gruppi di settore e interagisci con contenuti che rispondono ai problemi del tuo target. Pubblica post che offrono demo gratuite o webinar per attirare <strong>lead qualificati</strong> e ottenere appuntamenti.</p>
<h3>3. Sfrutta le chiamate dirette e il follow-up per la lead generation ICT</h3>
<p>Le <strong>chiamate dirette</strong> (cold calling) rimangono una delle tecniche più efficaci nel settore ICT. Assicurati di avere script efficaci, con focus sul valore della tua soluzione. Segui le chiamate con email personalizzate per ricordare i punti discussi e includere inviti a demo o consulenze gratuite. Il <strong>follow-up tempestivo</strong> aumenta la conversione.</p>
<h3>4. Webinar e content marketing per acquisire lead ICT</h3>
<p>Creare contenuti educativi, come <strong>webinar</strong> e white paper, ti aiuta a stabilire la tua autorità nel settore ICT e attrarre lead interessati. I <strong>webinar</strong> in particolare ti permettono di interagire direttamente con i potenziali clienti e dimostrare il valore delle tue soluzioni. Al termine del webinar, invita i partecipanti a richiedere demo o consulenze personalizzate.</p>
<h3>5. Automazione del CRM e lead nurturing per convertire lead ICT</h3>
<p>Una volta acquisiti i contatti, l’automazione del CRM ti permette di gestire efficacemente i lead. Usa le email di <strong>lead nurturing</strong> per mantenere caldi i contatti, inviando contenuti personalizzati in base alle loro interazioni con il tuo sito o newsletter. La segmentazione e l’automazione aiutano a identificare i lead più pronti per una conversione e a organizzare demo.</p>
<p><strong>Vuoi migliorare le tue capacità di vendita nel settore ICT?</strong><br />
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		<title>Corso Vendere l&#8217;ICT &#8211; La formazione per incrementare le tue vendite ICT</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/corso-vendere-lict-la-formazione-per-incrementare-le-tue-vendite-ict/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sviluppo commerciale ICT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendere soluzioni ICT non è mai stato semplice. Il mercato è complesso, i prodotti sono altamente tecnici e spesso si ha a che fare con clienti che richiedono un alto livello di competenza. Ecco perché abbiamo creato il corso Vendere l&#8217;ICT con Simposio Academy. Il nostro obiettivo è quello di fornirti le competenze necessarie per affrontare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vendere soluzioni ICT non è mai stato semplice. Il mercato è complesso, i prodotti sono altamente tecnici e spesso si ha a che fare con clienti che richiedono un alto livello di competenza. Ecco perché abbiamo creato il corso <strong>Vendere l&#8217;ICT</strong> con <a href="https://www.simposio-academy.info/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Simposio Academy</strong></a>. Il nostro obiettivo è quello di fornirti le competenze necessarie per affrontare con successo tutte le fasi del ciclo di vendita, dalla <strong>lead generation</strong> alla chiusura delle trattative.</p>
<p>Il <strong>23 e 24 settembre 2024</strong> abbiamo presentato questo corso presso i nostri partner di <a href="https://www.sigemi.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sigemi</strong></a> utilizzando la metodologia <a href="https://www.simposio-academy.info/metodologia-lego-serious-play/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGO® SERIOUS PLAY®</strong></a>. Questa esperienza ha permesso ai partecipanti di immergersi in un ambiente pratico e stimolante, apprendendo come migliorare il proprio approccio commerciale nel mondo ICT.</p>
<h3>Migliorare la tua <strong>lead generation ICT</strong></h3>
<p>Una delle sfide più grandi per chi lavora nel settore ICT è la <strong>lead generation</strong>. Trovare i giusti potenziali clienti e attirare la loro attenzione richiede strategie mirate. Durante il corso, imparerai a sviluppare tecniche efficaci per costruire un database solido e iniziare il processo di <strong>prospecting</strong>. Non basta solo avere un buon prodotto, devi sapere come posizionarlo e come suscitare interesse nei tuoi lead.</p>
<h3>Gestire la <strong>demo ICT</strong> per massimizzare i risultati</h3>
<p>Un altro aspetto fondamentale delle vendite ICT è la <strong>gestione della demo</strong>. Questo è il momento cruciale in cui devi dimostrare il valore della tua soluzione al potenziale cliente. Nel corso, ti insegneremo come strutturare una demo vincente, rispettando i tempi e le regole fondamentali per mantenere alta l’attenzione. Saper fare una demo efficace può fare la differenza tra una trattativa conclusa e un&#8217;opportunità persa.</p>
<h3>Come migliorare il <strong>nurturing clienti ICT</strong></h3>
<p>Dopo la demo è importante non perdere il contatto con il cliente. La fase di <strong>nurturing</strong> è cruciale per mantenere viva l&#8217;attenzione del lead e accompagnarlo verso la chiusura del contratto. Apprenderai come personalizzare il tuo follow-up, offrire valore e superare le eventuali obiezioni che possono emergere durante le trattative. Grazie al nostro corso, saprai come trasformare un semplice interessamento in una vendita conclusa.</p>
<h3>Tecniche di <strong>vendita diretta e di canale ICT</strong></h3>
<p>Nel corso <strong>&#8220;Vendere l&#8217;ICT&#8221;</strong> esploriamo anche le differenze tra la <strong>vendita diretta</strong> e la <strong>vendita di canale</strong>. Sapere quale approccio adottare e come gestire le partnership di canale è essenziale per ottimizzare le tue vendite e scalare il tuo business. Imparerai a sviluppare strategie per entrambe le modalità, massimizzando i risultati in ogni contesto.</p>
<h3>Il valore della <strong>proposta di vendita ICT</strong></h3>
<p>Infine, il corso si concentra sulla creazione di una <strong>proposta di valore</strong> chiara e convincente. Non basta sapere cosa vendere, è fondamentale saper comunicare in modo efficace perché il tuo prodotto o servizio è la soluzione ideale per il cliente. Grazie alle tecniche che apprenderai, sarai in grado di creare offerte che rispondano esattamente alle esigenze del cliente, migliorando il tasso di chiusura delle tue trattative.</p>
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<h3>Vuoi saperne di più?</h3>
<p>Se anche tu vuoi <a href="https://www.simposio-ict.info/metodo/">migliorare le tue vendite nel settore ICT</a>, il corso <strong>Vendere l&#8217;ICT</strong> è la soluzione che stai cercando. <a href="https://www.simposio-ict.info/contatti/">Contattaci oggi stesso</a> per scoprire come possiamo aiutare te e il tuo team a raggiungere nuovi traguardi commerciali!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DISASTER RECOVERY: Perché è importante per la tua azienda</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/disaster-recovery-perche-e-importante-per-la-tua-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 11:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simposio-ict.info/?p=4208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disaster Recovery è la procedura che un’organizzazione adotta per poter ripristinare l’accesso e le funzionalità della propria infrastruttura IT in seguito a eventi causati dall’uomo o naturali, quindi in situazioni di emergenza. È un aspetto importante per garantire la business continuity e ridurre al minimo gli effetti causati da incidenti. Un buon Disaster Recovery Plan [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Disaster Recovery è la procedura che un’organizzazione adotta per poter ripristinare l’accesso e le funzionalità della propria infrastruttura IT in seguito a eventi causati dall’uomo o naturali, quindi in situazioni di emergenza. È un aspetto importante per garantire la business continuity e ridurre al minimo gli effetti causati da incidenti. </em></h2>
<p>Un buon <strong>Disaster Recovery Plan</strong> deve essere applicabile a prescindere dal tipo di accadimento o dall’obiettivo dell’azienda in quel momento.</p>
<p>Infatti, l’intento di questa procedura è ripristinare sistemi operativi, recuperare dati e infrastrutture successivamente a eventi disastrosi.</p>
<p>Soprattutto nell’era di attacchi informatici sempre più diffusi questo tipo di piano diventa essenziale per garantire la continuità del business.</p>
<h3>Business continuity e disaster recovery:</h3>
<p>La <strong>business continuity</strong> per le aziende dipende in gran parte da <strong>infrastrutture IT</strong> e nel caso di un evento disastroso i costi ed i tempi di una eventuale inattività possono rappresentare una perdita notevolmente grave, per alcune aziende può significare rischiare grosso.</p>
<p>Quindi, è fondamentale adottare <strong>strategie di sicurezza</strong> e business continuity volte a diminuire i rischi di perdita dei dati e tempi di inattività eccessivamente dilatati.</p>
<h3>Backup dati e Disaster Recovery:</h3>
<p>Nella era dei sistemi <a href="https://www.simposio-ict.info/cloud-nel-2021-spesi-72-mld-nel-mondo-quali-sono-le-stime-per-il-2022/"><strong>cloud</strong></a>, sicuramente la soluzione più diffusa per la sicurezza dei dati e dei sistemi è effettuare il <strong>backup</strong>. Questo significa replicare dati o virtual machine in un altro dispositivo o in altro luogo fisico rispetto all’azienda.</p>
<p>Questa operazione andrebbe eseguita periodicamente stabilendo le tempistiche desiderate precedentemente affinché tutto possa essere ripristinato in qualsiasi momento.</p>
<h4><em>Ma il backup dei dati è abbastanza?</em></h4>
<p>Il backup è utile ma insufficiente se non è accompagnato da un piano di Disaster Recovery che permetta di ripristinare software, dati e tutte le funzionalità in maniera rapida.</p>
<h3>I giusti passaggi di un Disaster Recovery Plan:</h3>
<ol>
<li>Individuare gli <strong>obiettivi</strong> principali del piano</li>
<li>Registrare chi sono coloro che sono<strong> addetti al trattamento dei dati</strong></li>
<li>Elencare le <strong>applicazioni</strong> utilizzate (critiche o asset fisso)</li>
<li>Fare un elenco degli<strong> item utilizzati</strong> con il nome del produttore, il modello e numero di serie</li>
<li>Fare <strong>backup</strong> dei servizi informativi</li>
<li>Individuare le procedure da seguire nel momento in cui si presenta concretamente una situazione di emergenza in seguito ad un evento disastroso.</li>
<li>Pensare alla <strong>comunicazione dell’emergenza</strong> in caso di disastro.</li>
<li>Prevedere la possibilità di effettuare il backup in un sito alternativo.</li>
<li>Il personale identificato per la gestione dell’emergenza deve iniziare a valutare quali sono i danni effettivi e iniziare a pensare a come portare nuovamente la situazione al suo stato di normalità</li>
<li>È chiaramente importante, anche, <strong>testare</strong> precedentemente il piano e valutarne l’evoluzione a seconda delle necessità</li>
<li>Ricostruire il sito colpito, si presuppone che l’azienda possieda una planimetria del centro dati, le esigenze di hardware e le possibili alternative.</li>
<li>Tenere il piano di Disaster Recovery sempre aggiornato e tenere traccia di tutte le modifiche che vengono effettuate.</li>
</ol>
<p>Per soddisfare le aspettative le aziende devono essere in grado di ripristinare i sistemi a seguito di un&#8217;interruzione entro pochi minuti, se non addirittura secondi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simposio-ict.info/disaster-recovery-perche-e-importante-per-la-tua-azienda/">DISASTER RECOVERY: Perché è importante per la tua azienda</a> proviene da <a href="https://www.simposio-ict.info">Simposio-ICT</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CYBERCRIME: Quali sono gli scenari futuri?</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/cybercrime-quali-sono-gli-scenari-futuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 11:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simposio-ict.info/?p=4162</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come cambierà il cybercrime da qui al prossimo futuro? Quali saranno le minacce che ci troveremo ad affrontare? L’evoluzione del cybercrime e Rapporto Clusit 2021: Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento evidente dei crimini informatici, in particolare nei confronti delle Piccole e Medie Imprese. Come si legge nel rapporto Clusit del 2021: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simposio-ict.info/cybercrime-quali-sono-gli-scenari-futuri/">CYBERCRIME: Quali sono gli scenari futuri?</a> proviene da <a href="https://www.simposio-ict.info">Simposio-ICT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Come cambierà il cybercrime da qui al prossimo futuro? Quali saranno le minacce che ci troveremo ad affrontare? </em></h2>
<h3></h3>
<h3>L’evoluzione del cybercrime e Rapporto Clusit 2021:</h3>
<p>Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento evidente dei <strong>crimini informatici</strong>, in particolare nei confronti delle Piccole e Medie Imprese.</p>
<p>Come si legge nel <strong>rapporto <a href="https://clusit.it/">Clusit</a></strong> del 2021:</p>
<p><em>“Siamo di fronte a problematiche che per natura, gravità e dimensione travalicano costantemente i confini dell’ICT e della stessa Cybersecurity, e hanno impatti profondi, duraturi e sistemici su ogni aspetto della società, della politica, dell’economia e della geopolitica.”</em></p>
<p>Nel <strong>primo semestre 2021</strong> la crescita maggiore nel numero di attacchi informatici considerati gravi ha colpito le categorie <em>“Transportation / Storage”</em> (<strong>+108,7%</strong>), <em>“Professional, Scientific, Technical”</em> (<strong>+85,2%</strong>) e <em>“News &amp; Multimedia”</em> (<strong>+65,2%</strong>), seguite da <em>“Wholesale / Retail”</em> (<strong>+61,3%</strong>) e <em>“Manufacturing”</em> (<strong>+46,9%</strong>).</p>
<p>In aumento, anche, i cyber crimini rivolti a categorie come <em>“Energy / Utilities”</em> (<strong>+46,2%</strong>), <em>“Government”</em> (<strong>+39,2%</strong>), <em>“Arts / Entertainment” </em>(<strong>+36,8%</strong>) ed <em>“Healthcare”</em> (<strong>+18,8%</strong>).</p>
<p>Nel 2020 gli attacchi con impatto definito “critico” rappresentavano il <strong>13%</strong> del totale, quelli di livello “alto” il <strong>36%</strong>, quelli di livello “medio” il <strong>32%</strong> ed infine quelli di livello “basso” il <strong>19%</strong>. Complessivamente, gli attacchi gravi con effetti molto importanti o devastanti nel 2020 erano il <strong>49%</strong> del campione preso in considerazione.</p>
<p>Nel primo semestre 2021 la situazione è ben diversa perché gli attacchi gravi con effetti molto importanti sono il <strong>49%</strong>, quelli devastanti il <strong>25%</strong>, quelli di impatto significativo il <strong>22%</strong>, e quelli con impatto basso solo il <strong>4%</strong>.</p>
<p>Il fenomeno è evidentemente preoccupante e pericolose sono le conseguenze che questi attacchi possono causare.</p>
<p>Il report Clusit evidenzia che gli attacchi verso categorie come <strong>Retail e Wholesale</strong> sono aumentati di più del 50% rispetto all’anno precedente. Questo ci fa capire che il cybercrime colpisce non solo le grandi aziende ma, anzi, sempre più spesso le Piccole e Medie Imprese impreparate dal punto di vista della cybersecurity.</p>
<p>Le perdite che derivano dal cybercrime sono stimate in <strong>1 trilione di dollari per il 2020 e 6 trilioni per il 2021</strong>, e come afferma Clusit nel rapporto è un dato che <em>“<strong>dovrebbe far riflettere molto seriamente</strong>.&#8221;</em></p>
<p>Quello che si auspica anche il Clusit è che in Italia i fondi del <a href="https://www.simposio.info/nuove-agevolazioni-per-il-settore-turistico-breve-introduzione-al-pnrr/"><strong>PNRR</strong></a> possano rappresentare l’occasione giusta per colmare le lacune sul tema cybersecurity sia tra le imprese che nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p><em>“Per realizzarsi, questo obiettivo richiederà una governance stringente in ottica cybersecurity di tutti i progetti di digitalizzazione previsti dal piano, una vision politica che non accetti compromessi e pressioni esterne, e la valorizzazione delle risorse umane con competenze cyber (in termini di talenti e di esperienze) del Paese, e il loro sviluppo in termini quantitativi e qualitativi.”</em></p>
<h3>Quali scenari futuri ci aspettano?</h3>
<p>La connettività, entro il <strong>2030</strong>, avrà impatto su ogni aspetto della nostra vita. I cyber criminali si evolveranno per usare e abusare dell&#8217;evoluzione digitale.</p>
<h4>Tra le previsioni:</h4>
<ul>
<li>Gli strumenti di <strong>Intelligenza Artificiale</strong> democratizzeranno il crimine informatico su una scala completamente nuova e renderanno anche per individui senza alcuna abilità tecnica più semplice mettere in piedi attacchi informatici.</li>
<li>Gli attacchi causeranno sempre più caos nelle <strong>supply chain</strong> delle industrie e <strong>danni fisici</strong> agli esseri umani attraverso i loro cyber-impianti.</li>
<li><strong>L&#8217;ingegneria sociale</strong> e la <strong>disinformazione</strong> diventeranno più difficili da ignorare.</li>
<li>Gli ambienti <strong>Massive IoT</strong> (MIoT) saranno sempre più sotto attacco. I cybercrime di questo tipo saranno mirati alla produzione, alla logistica, ai trasporti, alla sanità, all&#8217;istruzione, alla vendita al dettaglio e all&#8217;ambiente domestico.</li>
<li>La <strong>connettività 5G e 6G</strong> renderà gli attacchi sempre più sofisticati e precisi e di conseguenza difficili da combattere.</li>
<li>I <strong>servizi cloud</strong> diventeranno obiettivi estremamente redditizi per i malviventi del cybercrime.</li>
</ul>
<p>Queste prospettive future (ma non troppo) ci danno una visione abbastanza realistica di come potrebbe evolversi la situazione, soprattutto in tema cybercrime e sicurezza.</p>
<p>Il digitale e la tecnologia saranno sempre più vincolati a sistemi di cybersecurity che non saranno più semplicemente un’opzione ma una responsabilità delle Istituzioni, delle imprese e anche di tutti noi cittadini.</p>
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		<title>DIGITALIZZAZIONE: L’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/digitalizzazione-litalia-resta-indietro-rispetto-al-resto-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 13:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul tema della digitalizzazione, il Digital Maturity Indexes, elaborato dal Politecnico di Milano, conferma che l’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa. Il nostro Paese è fra le ultime posizioni. Nonostante i grossi investimenti messi in capo per piattaforme come SPID, ANPR, PagoPA o App IO, l’Italia è agli ultimi posti in Europa per quanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Sul tema della digitalizzazione, il Digital Maturity Indexes, elaborato dal Politecnico di Milano, conferma che l’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa. Il nostro Paese è fra le ultime posizioni. </em></h2>
<p>Nonostante i grossi investimenti messi in capo per piattaforme come SPID, ANPR, PagoPA o App IO, l’Italia è agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il livello di digitalizzazione.</p>
<p>Nei dati del <strong>Digital Maturity Indexes</strong>, elaborati dall’ <strong><a href="https://www.osservatori.net/it/ricerche/osservatori-attivi/agenda-digitale">Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano</a></strong>, nel 2021 l’Italia si è classificata in <strong>17esima posizione</strong> (su 27 Stati UE) per quanto concerne la trasformazione digitale e <strong>23esima</strong> per il livello generale di digitalizzazione.</p>
<p>Oggi, però, abbiamo una grossa opportunità per migliorare: il <strong><a href="https://www.simposio.info/nuove-agevolazioni-per-il-settore-turistico-breve-introduzione-al-pnrr/">PNRR</a></strong>.</p>
<p>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedica alla digitalizzazione oltre 65 miliardi di Euro nelle sue sei missioni.</p>
<p>Un ruolo chiave, certamente, sarà quello della <strong>Pubblica Amministrazione</strong> a cui è destinato almeno il 60% delle risorse. Gli investimenti del PNRR che sono specificatamente destinati alla trasformazione digitale della PA ammontano a 9,72 miliardi di Euro, di cui si sottolinea 6,14 dedicati alla digitalizzazione della stessa PA.</p>
<p>Quelli sopraelencati, sono solo alcuni dei dati della ricerca effettuata dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano e che sono stati presentati durante l’evento <a href="https://www.osservatori.net/it/eventi/on-demand/convegni/risultati-ricerca-osservatorio-agenda-digitale-convegno"><strong>“<em>Il digitale per la ripresa e la resilienza: connecting the dots</em>”</strong></a>.</p>
<h3>Ma perché <em>connecting the dots</em>?</h3>
<p><strong>Alessandro Perego</strong>, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale, spiega:</p>
<p><em>“Per concretizzare tutto il potenziale di trasformazione digitale associato al PNRR è necessario ‘unire i puntini’, raccordando visioni, risorse e sforzi che, se non ben allineati, rischiano di far perdere tempo ed energie. Bisogna raccordare il PNRR con gli altri piani strategici, le risorse previste con le altre disponibili per la trasformazione digitale, il centro con i territori, le esigenze di breve con quelle di lungo periodo. Per cogliere a pieno le opportunità di digitalizzazione del Paese, inoltre, la PA deve configurarsi come piattaforma di innovazione capace di lavorare con le imprese, con capacità progettuali e di cooperazione strategica”.</em></p>
<h3>Regione per Regione:</h3>
<p>L’Osservatorio ha prodotto un quadro più preciso della situazione italiana elaborando un <strong>DESI</strong> <strong>(Digital Economy and Society Index)</strong><strong> </strong>per Regioni e Province Autonome.</p>
<p>Emerge un divario territoriale, oltre che una differenza evidente con tutto il resto d’Italia.</p>
<p>Il <strong>primato nel ranking</strong> risulta della <strong>Provincia Autonoma di Trento</strong> che ha un punteggio di 57,7 (la media italiana è 50). Seguono, <strong>Lombardia</strong> con 56,2, <strong>Provincia Autonoma di Bolzano</strong> con 56,1. Sempre sopra la media italiana ci sono<strong> Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Liguria. Veneto, Valle D’Aosta, Umbria, Puglia, Sardegna, Campania, Marche, Abruzzo, Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise</strong>, chiudono la classifica.</p>
<h3>Digitalizzazione e PA:</h3>
<p>Si è evidenziata, inoltre, quanto sarà cruciale per l’attuazione del <strong><a href="https://www.simposio-ict.info/innovazione-digitalizzazione-come-le-promuove-il-governo-con-il-pnrr/">PNRR</a> </strong>il miglioramento di procurement della PA. Bisogna superare i problemi del settore pubblico rispetto alle soluzioni digitali.</p>
<p>Per concretizzare il potenziale di trasformazione digitale del PNRR bisognerà raccordarlo agli altri piani strategici, come<strong> il Piano triennale per l’informatica nella PA, il Codice dell’Amministrazione Digitale, la Strategia Nazionale e il Piano operativo per le Competenze digitali, il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale e il Codice dei contratti pubblici</strong><strong>.</strong></p>
<p>Inoltre, molte risorse complementari al PNRR saranno gestite direttamente da Regioni e Province Autonome, quindi, sarà necessaria una <strong>relazione tra centro e territori</strong>. Questo per evitare che i singoli territori si muovano in modo scoordinato e poco produttivo.</p>
<p>Come affermato anche da <strong>Giuliano Noci</strong>, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale, <em>“È fondamentale che si faccia gioco di squadra. […] semplificando e razionalizzando le interazioni tra titolari e utilizzatori dei fondi, cercando di portare a sistema buone pratiche e favorendo aggregazioni tra enti locali. Altrimenti i divari di digitalizzazione tra i vari contesti territoriali del nostro Paese sono destinati ad aumentare”.</em></p>
<p>In conclusione, fondamentale sarà <strong>unire le risorse del PNRR con altre risorse utili</strong> a sostenere il processo di digitalizzazione. Ad esempio, fondi strutturali o programmi di finanziamento gestiti direttamente dalla Commissione Europea, come <strong>Horizon Europe</strong>. Questo per raccordare le esigenze di breve e di lungo periodo senza concentrarsi esclusivamente sulle scadenze dei prossimi mesi.</p>
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		<title>CLOUD: Nel 2021 spesi 72 mld nel mondo, quali sono le stime per il 2022?</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/cloud-nel-2021-spesi-72-mld-nel-mondo-quali-sono-le-stime-per-il-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 15:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simposio-ict.info/?p=4105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il cloud nel 2021 si sono spesi 72 miliardi di dollari nel mondo e si prevedono stime positive anche per il 2022. Il cloud risulta essere segmento di punta in ambito ICT. &#160; Sale la spesa per infrastrutture cloud: IDC nelle sue stime sostiene che nel 2021 la spesa in cloud è salita del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Per il cloud nel 2021 si sono spesi 72 miliardi di dollari nel mondo e si prevedono stime positive anche per il 2022. Il cloud risulta essere segmento di punta in ambito ICT.</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sale la spesa per infrastrutture cloud:</h3>
<p><a href="https://www.idc.com/getdoc.jsp?containerId=prUS48776122"><strong>IDC</strong></a> nelle sue stime sostiene che nel 2021 la spesa in cloud è salita del 6,6%. Solo nel terzo trimestre del 2021 la spesa a livello globale è stata di 18,6 miliardi di dollari.  Per tutto il corso del 2021 sono stati spesi, invece, circa 72 miliardi di dollari; la crescita annua rispetto al 2020 è stata del 8,3%.</p>
<p>Già dal 2019 la spesa in cloud è cresciuta, ma il boom si è raggiunto nel secondo trimestre del 2020 con un aumento del 39%. Molti sostengono ci sia un collegamento tra questo dato e l’inizio della pandemia.</p>
<p>Il cloud, oramai, è considerato un elemento importante da prendere assolutamente in considerazione all’interno della strategia messa in piedi dalle singole imprese.</p>
<p>A trarne vantaggio non sono esclusivamente gli utenti o coloro che forniscono servizi ma l’intero mercato.</p>
<h3>Quali sono le stime per il futuro?</h3>
<p><strong> </strong>Stando alle stime di <strong><a href="https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2022-01-18-gartner-forecasts-worldwide-it-spending-to-grow-five-point-1-percent-in-2022">Gartner</a></strong>, la spesa IT a livello globale crescerà nel 2022 del 5,1% nonostante il continuo impatto della pandemia sul mercato digitale.</p>
<p>Nel report Gartner stima che entro la fine del 2022 si avranno <strong>investimenti in data center per oltre 226 miliardi di dollari</strong> (+4,7%), <strong>in software aziendali per 671,7 miliardi</strong> di dollari, <strong>in servizi IT per 1,3 miliardi </strong>di dollari e <strong>in</strong><strong> servizi di comunicazione per 1,4 miliardi</strong> di dollari. La spesa per la consulenza aziendale e tecnologica, in particolare, dovrebbe crescere del 10% nel 2022.</p>
<p>Sarà, però, <strong>il cloud a guidare il volume della spesa a livello mondiale in IT</strong>, in quanto elemento chiave per raggiungere le ambizioni digitali e sostenere il lavoro ibrido.</p>
<p>Se si guarda più in là ancora nel tempo, si prevede che <strong>entro il 2025 gli investimenti in infrastrutture cloud in tutto il mondo arriveranno fino a 119 miliardi di dollari</strong>, con un tasso di crescita medio annuo (Cagr 2021-2025) del +12,4%.</p>
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		<title>L’impatto della pandemia sul settore ICT: Analisi e trend</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/limpatto-della-pandemia-sul-settore-ict-analisi-e-trend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 11:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simposio-ict.info/?p=4109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuto il 26 gennaio 2022 l’evento online “Analisi, trend e impatti della pandemia sulle professioni ICT”. Nel corso del webinar sono stati dati aggiornamenti circa l’analisi della digitalizzazione delle competenze richieste sia nei processi di gestione dei sistemi informativi che nelle aree funzionali delle organizzazioni. Il Webinar“Analisi, trend e impatti della pandemia sulle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simposio-ict.info/limpatto-della-pandemia-sul-settore-ict-analisi-e-trend/">L’impatto della pandemia sul settore ICT: Analisi e trend</a> proviene da <a href="https://www.simposio-ict.info">Simposio-ICT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Si è tenuto il 26 gennaio 2022 l’evento online “Analisi, trend e impatti della pandemia sulle professioni ICT”. Nel corso del webinar sono stati dati aggiornamenti circa l’analisi della digitalizzazione delle competenze richieste sia nei processi di gestione dei sistemi informativi che nelle aree funzionali delle organizzazioni. </em></h2>
<p>Il <a href="https://www.assintel.it/eventi/osservatorio-competenze-digitali/">Webinar</a><em>“Analisi, trend e impatti della pandemia sulle professioni ICT” </em>del <strong>26 gennaio 2022</strong> ha presentato la settima edizione dell’<a href="https://competenzedigitali.org/">Osservatorio delle Competenze Digitali</a>, progetto di cui sono partner <a href="https://www.assintel.it/">Assintel</a>, <a href="https://www.aicanet.it/">AICA</a>, <a href="https://www.anitec-assinform.it/">Anitec-Assinform</a> e <a href="https://www.assinteritalia.it/">Assinter</a>.</p>
<p>L’analisi dell’Osservatorio nasce dalla volontà di <strong>comprendere la domanda del lavoro delle professioni ICT</strong> richieste sia da aziende attive nel settore sia da aziende che prevedono funzioni dedicate all’ICT nella loro organizzazione.</p>
<h3>L’impatto della pandemia:</h3>
<p>Senza dubbio la pandemia ha prodotto un’accelerazione nell’adozione del digitale dando una forte spinta in questo senso all’intero Paese.</p>
<p>Se vogliamo una crescita socio-economica la priorità, oggi, è <strong>investire in persone capaci di unire know how tecnologico e tecnico specifico ad a una adeguata capacità di lettura della complessità in cui siamo immersi.</strong></p>
<p>Nel corso dell’evento si è partiti da alcune domande fondamentali:</p>
<ul>
<li>Com’è cambiata la domanda di professioni ICT?</li>
<li>Abbiamo recuperato il gap domanda/offerta di lavoro?</li>
<li>Quali figure hanno subìto un contraccolpo negativo e quali invece sono in crescita?</li>
<li>Quale ruolo hanno le competenze digitali nelle altre professioni?</li>
</ul>
<h3>Analisi e trend delle professioni ICT:</h3>
<p>Durante l’evento è stato presentato dal Professore Mario Mezzanzanica un focus su 3 Regioni (Lombardia, Lazio e Campania) per cogliere al meglio le differenze geografiche e dare eventuali indicazioni utili per attivare politiche di formazione, re-skilling e strategie d’impresa.</p>
<p>Complessivamente in Italia il <strong>primo semestre 2020</strong> abbiamo visto una <strong>riduzione del numero di annunci per le professioni ICT</strong> per circa il <strong>21%</strong>. Il trend è cambiato nel <strong>primo semestre 2021</strong> con un<strong> recupero di 14 punti percentuali</strong>, avvicinandosi ai valori del 2019.</p>
<p>L’andamento della domanda professionale nel 2020 si è mantenuta positiva solo per alcune professioni come: <strong>Big Data Specialist, Data Scientist, Cloud Computing Specialist, Digital Media Specialist, Information Security Manager e Network Specialist.</strong></p>
<p>A partire dal primo semestre 2021 cresce notevolmente la domanda per quasi tutte le professioni ICT, in particolare per quelle dal carattere più innovativo. La domanda è tornata, quindi, in linea con i livelli pre-pandemia.</p>
<h3>Indice di novità delle professioni:</h3>
<p>L’indice presentato, sempre dal Professor Mezzanzanica, vuole essere una mappatura dei cambiamenti in atto nella domanda di professioni e skill richieste dalle aziende ed è ottenuto considerando 3 parametri:</p>
<ul>
<li><strong>Vacancy trend:</strong> andamento tendenziale dal 2015 al 2021</li>
<li>N<strong>ovità nello skill-set:</strong> percentuale di skill aggiunte nel 2021 assenti nel 2015</li>
<li><strong>Variazione della rilevanza nel core-set:</strong> stima la variazione dell’importanza delle competenze presenti già nel 2015 e confermate nel 2021</li>
</ul>
<p>È stato possibile osservare come tutte le professioni ICT si trovano in una fase di variazione importante all’interno del mercato del lavoro.</p>
<p>Le professioni del settore ICT considerate più nuove sono anche quelle maggiormente richieste dalle aziende.</p>
<p>È stato evidenziato, inoltre, come siano <strong>3 le principali aree di competenza</strong> che governano il cambiamento nel comparto ICT:</p>
<ol>
<li>La capacità di analizzare e processare i dati per estrarre conoscenza a supporto di quelli che saranno poi i processi decisionali</li>
<li>Utilizzo di metodi e tecniche più innovative nei processi produttivi e nei servizi</li>
<li>Sviluppo di competenze legate alla valorizzazione e gestione delle relazioni con i clienti</li>
</ol>
<p>In generale, la necessità principale è che le <strong>competenze</strong> dei singoli siano <strong>trasversali.</strong> Il mercato ICT oggi è certamente più complesso ed è per questo che sono richieste delle competenze più mature e strutturate.</p>
<h3>Quali sono le esigenze per il mercato ICT?</h3>
<p>Il cambiamento delle professioni ICT è e sarà veloce. Ne consegue che:</p>
<ul>
<li>Bisogna monitorare l’andamento del mercato</li>
<li>Bisogna attuare piani di up-skilling e re-skilling delle professioni ICT e non</li>
<li>È necessario innovare i programmi dell’istruzione nelle scuole e nelle università e garantire ai dipendenti formazione continua</li>
</ul>
<p><em>“L’emergenza sanitaria ha spinto tutti i settori lavorativi verso un’accelerazione della digitalizzazione e la richiesta elevata di figure professionali con competenze ICT rilevata da questo rapporto ne è la dimostrazione”. […] La rapida evoluzione delle competenze richieste evidenzia però la necessità di un continuo monitoraggio della domanda e di rapidi interventi nei programmi di formazione per far sì che le aziende possano individuare le figure professionali di cui hanno bisogno per accelerare la ripresa ed essere competitive nel mercato”, </em>dice Giovanni Adorni, Past President di AICA<em>. </em></p>
<h3>I fondi del PNRR al servizio del settore ICT:</h3>
<p>Come evidenziato da Carlo Minenna, Capo del <a href="https://innovazione.gov.it/dipartimento/la-struttura/">Dipartimento per la trasformazione digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri</a><em>,</em> ma anche in altri interventi nel corso dell’evento, le risorse del <a href="https://www.simposio-ict.info/innovazione-digitalizzazione-come-le-promuove-il-governo-con-il-pnrr/">PNRR</a>  devono essere lo strumento di partenza per evidenziare l’importanza da dare al digitale.</p>
<p>Il PNRR può permettere di avviare concretamente la macchina digitale partendo dal settore pubblico.<em> “È un opportunità per mettere in campo un nuovo modo di pensare”, </em>dice Minenna.</p>
<p>È d’accordo su questo anche Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform<em>. </em>I fondi del PNRR devono essere indirizzati con concretezza per formare soggetti in base alle competenze richieste dal settore ICT.</p>
<p><em>“</em><em>Il movimento c’è e la direzione sembra condivisa. Adesso è il momento di passare dal concetto all’azione. Serve accelerare sui percorsi di formazione pre-lavorativa e non.”</em></p>
<p><strong> </strong>Paola Generali, Presidente Assintel<em>, </em>sostiene che i fondi del PNRR debbano essere investiti anche nella formazione digitale dei dipendenti di aziende e di coloro che vogliono inserirsi in questo settore.</p>
<p><em>“Le competenze digitali sono la linfa vitale per le aziende dell’ICT e i talenti il loro capitale più prezioso per alimentare l’innovazione continua. Ma se le big tech hanno risorse e notorietà per attrarli, dobbiamo trovare un modo per sostenere anche le micro, piccole e medie imprese del Made in Italy Digitale, che costituiscono la vera struttura del tessuto imprenditoriale sul territorio. Chiediamo un piano di incentivi che consentano alle MPMI di investire sui talenti e dar loro prospettive di remunerazione e crescita competitive. E di cambiare profondamente il sistema scolastico, obsoleto rispetto alla domanda di mercato, a partire dalla scuola primaria e secondaria.”</em></p>
<p>Tutto questo per far sì che si creino figure professionali più trasversali e che possano essere “in continuo movimento”.</p>
<p>Secondo Assintel, la formazione deve evolversi continuamente rispondendo a quelle che sono le esigenze del mercato. Il digitale deve diventare a tutti gli effetti uno strumento al servizio dell’economia italiana.</p>
<p><em> </em><em>“Dobbiamo far in modo che il pensiero digitale coinvolga tutti, solo così riusciremo a cambiare il nostro sistema economico facendolo diventare competitivo grazie al digitale.”, </em>dice Paola Generali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA SPESA ICT: In cosa investe la Pubblica Amministrazione?</title>
		<link>https://www.simposio-ict.info/la-spesa-ict-in-cosa-investe-la-pubblica-amministrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 13:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simposio-ict.info/?p=4099</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qual è la spesa ICT della Pubblica Amministrazione in Italia? Il report dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) dice che è in crescita rispetto agli anni precedenti. È stato pubblicato il report AgID che illustra qual è l’andamento della spesa ICT effettuata dalla Pubblica Amministrazione italiana nel corso del triennio 2019-2022. Tale crescita coinvolge tutti i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simposio-ict.info/la-spesa-ict-in-cosa-investe-la-pubblica-amministrazione/">LA SPESA ICT: In cosa investe la Pubblica Amministrazione?</a> proviene da <a href="https://www.simposio-ict.info">Simposio-ICT</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Qual è la spesa ICT della Pubblica Amministrazione in Italia? </em><em>Il report dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) dice che è in crescita rispetto agli anni precedenti. </em></h2>
<p>È stato pubblicato il report <a href="https://www.agid.gov.it/">AgID</a> che illustra qual è l’andamento della spesa <strong>ICT</strong> effettuata dalla <strong>Pubblica Amministrazione</strong> italiana nel corso del triennio 2019-2022.</p>
<p>Tale crescita coinvolge tutti i settori, dalla <strong>Sanità</strong> all’<strong>Istruzione</strong>.</p>
<p>Questi dati sono frutto dell’analisi svolta su un panel di <strong>74 enti</strong>: 26 Amministrazioni centrali, 21 Regioni e Province Autonome, 13 Città Metropolitane e 14 Comuni capoluogo delle Città Metropolitane.</p>
<h3>SPESA ICT IN CRESCITA:</h3>
<p>L’utilizzo di tecnologie digitali è elemento imprescindibile per tutti, dai cittadini alle imprese. La pandemia le ha rese più pervasive accelerando anche il processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>L’andamento della spesa ICT della PA in Italia dopo una crescita progressiva nel periodo 2016-2019, ha subito un rallentamento nel 2020, da attribuire senza dubbio dall’emergenza Covid-19, per poi tornare a crescere nelle previsioni per il 2021 e il 2022.</p>
<p>Nel 2020, infatti, la spesa ICT si è caratterizzata per un trend di crescita inferiore ad eccezione dell’Education che ha registrato un incremento <strong>del 10,5%</strong> rispetto al 2019 e una spesa complessiva di 420 milioni di euro, destinata principalmente alla implementazione dei sistemi di didattica a distanza.</p>
<p>A subire il minor rallentamento della spesa per beni e servizi ICT, è stata la Sanità che ha evidenziato un incremento del <strong>5,1%</strong>.</p>
<p>Le Regioni, le Province e le Aziende sanitarie hanno sviluppato sistemi di accesso alle prenotazioni dei servizi sanitari e servizi di telemonitoraggio per garantire assistenza ai malati cronici. Le Regioni, inoltre, hanno provveduto ad implementare sistemi di prenotazione per la somministrazione dei vaccini, oltre a garantire il funzionamento dei sistemi.</p>
<p>Il report ci mostra, anche, che nel 2021 c’è stata una ripresa del trend di crescita pari al<strong> 5,7%</strong> per un valore complessivo di circa 6.547 milioni di euro, guidata ancora una volta dai settori Education e Sanità, che rispettivamente segnano un incremento dell’<strong>11,9%</strong> e del 6,8%.</p>
<p>Seguono le PAC per cui si prevede comunque una crescita superiore al 5% e le Regioni e Province Autonome, che evidenziano un trend analogo. Sempre positivo anche se contenuto l’andamento previsto per la spesa dei Comuni.</p>
<h3>CLOUD:</h3>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni ha fatto un intenso utilizzo dei servizi <strong>cloud </strong>in tutti i comparti: ne fanno ricorso il 90% delle Regioni e Province autonome (19 Enti), l’89% delle PAL (24 enti) e l’88% dalle PAC (23 enti).</p>
<p>L’approccio verso il cloud appare di tipo strategico, per la maggior parte dei casi presi in considerazione (38 Enti): <em>cloud-first</em> e <em>journey to cloud</em> sono le modalità più citate di migrazione.</p>
<p>A fine 2020, la spesa sostenuta in ambito cloud dagli Enti ha raggiunto i 70 milioni di euro, registrando una crescita di oltre il 43% sul 2019. Incremento previsto anche per il biennio 2021-2022, anche se con tassi in graduale consolidamento.</p>
<h3>CYBERSECURITY:</h3>
<p>Sono aumentate le <strong>minacce cibernetiche</strong>, quindi, la Pubblica Amministrazione ha dovuto agire per adeguare le proprie infrastrutture così da offrire servizi efficaci e soprattutto sicuri.</p>
<p>Le decisioni maggiormente diffuse a riguardo sono:</p>
<ul>
<li>gestione della cybersecurity in capo a risorse IT pur in assenza di un ufficio o dipartimento specificatamente dedicati</li>
<li>la cybersecurity è indirizzata da una specifica direzione sicurezza: la presenza di direzioni di questo tipo si rileva prevalentemente delle PAC;</li>
<li>la sicurezza è gestita da un ufficio autonomo all’interno della divisione IT</li>
<li>le scelte in tema cybersecurity sono guidate da un gruppo interfunzionale in staff all’intera organizzazione.</li>
</ul>
<p>Nella maggioranza dei casi, gli Enti presi in considerazione effettuano <em>Cybersecurity Risk Assessment</em> o <em>Cybersecurity Assessment</em> con l’obiettivo di identificare gli asset che possono essere maggiormente soggetti ad attacchi; coloro che non svolgono questo tipo di interventi prevedono di iniziare a farlo entro massimo il 2022.</p>
<p>La prevenzione e la difesa dalle minacce informatiche avvengono anche tramite una corretta informazione dei dipendenti e dei collaboratori interni alle Amministrazioni, dal momento che molti incidenti di sicurezza risultano imputabili ad errore umano o a comportamenti non allineati a policy o a linee guida.</p>
<p>Nel caso in cui si presenti la situazione di un attacco informatico le Pubbliche Amministrazioni devono essere in grado di rispondere e, quindi, devono prevedere un piano di <em>Disaster Recovery</em> che consenta di risolvere i problemi causati.</p>
<p>La spesa totale in sistemi e servizi per la cybersecurity ha superato, tra gli Enti considerati, 114 milioni di euro nel 2020, in crescita di oltre l’11% rispetto al 2019.</p>
<p><em>“Complessivamente, a contribuire maggiormente alla spesa totale sono le Amministrazioni centrali (64% del totale nel 2020) e le Regioni e Province autonome (30% circa), mentre contribuiscono marginalmente gli Enti locali con il restante 6% circa […] </em></p>
<p><em>Il tema delle risorse economiche da destinare alla cybersecurity così come quello della carenza di competenza rappresenta uno dei nodi da sciogliere per intraprendere un percorso di digitalizzazione senza avere falle sul fronte della sicurezza.”</em></p>
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		<title>ISTAT: Solo il 20% delle PMI italiane raggiunge alti livelli di digitalizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simposio-ICT]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati ISTAT, solo il 20% delle piccole e medie imprese raggiunge alti livelli di digitalizzazione.  È stato pubblicato il rapporto ISTAT su quanto le imprese italiane si sono digitalizzate nel corso dell’anno, prendendo in analisi il livello di penetrazione dei servizi e i settori più digitalizzati a confronto con il livello degli altri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Secondo i dati ISTAT, solo il 20% delle piccole e medie imprese raggiunge alti livelli di digitalizzazione.  </em></h2>
<p>È stato pubblicato il rapporto <a href="https://www.istat.it/it/"><strong>ISTAT </strong></a>su quanto le imprese italiane si sono digitalizzate nel corso dell’anno, prendendo in analisi il livello di penetrazione dei servizi e i settori più digitalizzati a confronto con il livello degli altri paesi europei.</p>
<p>La transizione verso il digitale a livello europeo è misurata attraverso alcuni indicatori sullo stato della digitalizzazione in termini di infrastrutture abilitanti, competenze, utilizzo da parte di individui, famiglie, imprese e pubblica amministrazione. Alcuni di questi sono inclusi nell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) che è utilizzato dal 2015 per monitorare proprio l’evoluzione delle prestazioni digitali all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea.</p>
<p>I dati Istat ci mostrano un lento miglioramento, il <strong>60,3%</strong> delle piccole e medie imprese italiane ha raggiunto un livello base di digitalizzazione.</p>
<h3>DIGITALIZZAZIONE DI ALTO LIVELLO ANCORA TROPPO POCO DIFFUSA:</h3>
<p>L’ISTAT riporta che l’<strong>80%</strong> delle imprese con almeno 10 addetti si colloca ad<strong> un livello basso o molto basso d’adozione dell’ICT</strong>, solo il restante <strong>20%</strong> si posiziona su<strong> livelli considerati alti o molto alti.</strong></p>
<h3>TECNOLOGIA, CLOUD e SOCIAL:</h3>
<p>Accelerazioni nell’utilizzo di servizi <strong>cloud, </strong>si parla del <strong>52%</strong> contro una media Ue del 35%. Crescita anche nell’utilizzo di almeno due social con una media del 27%.</p>
<p>Rimane indietro, invece, l’adozione di <strong>software</strong> per la condivisione di informazioni tra funzioni aziendali diverse (Erp, Enterprise Resource Planning) passando <strong>dal 37% del 2017 al 32%,</strong> l&#8217;andamento della media europea raggiunge il 39%.</p>
<p>Ottave in Europa le imprese italiane con almeno 10 addetti che utilizzano dispostivi e sistemi intelligenti che è possibile controllare via Internet.</p>
<p>Nel caso delle grandi imprese è, invece, maggiormente diffusa una combinazione più complessa che conta almeno nove tecnologie: <strong>connessione a Internet, cloud (cc, CC), software gestionali (ERP, CRM), uso dei social media (SM, 2SM) e dei device intelligenti (Iot).</strong></p>
<p>È solo tra le imprese con almeno 50 addetti che tra i primi quattro modelli tecnologici più utilizzati è inclusa anche l’adozione dei software gestionali (ERP e CRM).</p>
<p>Tutte quelle attività che sono relative alle innovazioni tecnologiche più avanzate come Internet delle cose e Intelligenza artificiale, ricorrono tra le prime quattro combinazioni solo tra le imprese che hanno già adottato altre attività di base e che di conseguenza hanno raggiunto alti gradi di digitalizzazione.</p>
<h3>GLI E-COMMERCE NON CRESCONO:</h3>
<p>La percentuale di imprese con almeno 10 addetti che hanno effettuato vendite online continua a essere contenuta ovvero il <strong>18,4%</strong> e, nonostante si sia registrato un incremento di due punti percentuali rispetto all’anno precedente resta sotto la media Ue del 23%.</p>
<p>La propensione a vendere online varia sensibilmente tra i diversi settori economici. I più attivi sono coloro che operano nel settore ricettivo (83,7%).</p>
<p>Il 18,9% delle imprese ha dichiarato di aver avviato o incrementato nel corso dell’anno gli sforzi per vendere beni o servizi via Internet e reagire alla situazione creata dalla pandemia.</p>
<p>Ad attivarsi sono state soprattutto le imprese operanti nei settori più̀ interessati alle vendite online e colpite consistentemente in termini di incassi dalle misure di contenimento del virus, quali il settore ricettivo, agenzie di viaggio e tour operator, attività̀ editoriali e commercio al dettaglio.</p>
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